“Dear Data” di Giorgia Lupi e Stefanie Posavec

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«Everything can be mapped, counted, and misured.»

Dear Data è un libro meraviglioso. Trovato per caso su Internet è stato una rivelazione. Personalmente adoro le storie che nascono e si sviluppano al di fuori della scrittura, che sfruttano altri mezzi e altri strumenti per essere narrate. E questo libro ha soddisfatto in pieno le mie aspettative.

Giorgia Lupi e Stefanie Posavec sono rispettivamente un information designer e un data designer. Entrambe vivono in un paese che non è il loro. Giorgia, italiana, vive a New York e Stephanie, Americana, vive a Londra. Insieme, decidono di fare un esperimento: inviarsi ogni settimana una cartolina per posta. Ma invece di scrivere in lingua inglese o italiana decidono di utilizzare il linguaggio dei dati.

dear data 2Ogni settimana scelgono un tema e per sette giorni raccolgono dei dati sulla loro vita e sul loro quotidiano. Ogni settimana un tema diverso: dall’analisi delle loro attività digitali, alle volte in cui controllano l’ora durante il giorno, arrivando a questioni più difficili da mappare come i sentimenti e le emozioni. Quante volte al giorno sorridete a uno sconosciuto? Quante volte in una settimana vi lamentate con qualcuno? Giorgia e Stephanie raccolgono e segnano tutti i dati, indagano il loro vissuto e alla fine mappano i risultati realizzando a mano delle bellissime infografiche.

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Un libro (e un esperimento) che dal mio punto di vista fornisce molti spunti di riflessione, a partire dall’utilizzo della raccolta e dell’analisi dati come strumento di condivisione. Hanno trasformato un’attività da ricercatore, più fredda e matematica in qualcosa di umano e artistico, come base per la conoscenza del sé e dell’altro. Nell’era dei Bid Data, in cui ogni nostro spostamento viene tracciato online, Giorgia e Stefanie spostano l’attenzione sugli “Small Data”, un automonitoraggio  che diventa l’occasione per la conoscenza reciproca. Hanno la capacità di trasformare i dati in qualcosa di umano e confidenziale, di empatico e amichevole.

«We see data as a creative material like paint or paper, an outcome of a very new way of seeing and engaging with our new world.»

Il libro non è ancora stato pubblicato in Italia, l’edizione fotografata è quella inglese pubblicata da Penguin Random House e reperibile su Amazon.

 

PER SAPERNE DI PIù

 

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19. settembre 2016 by Francesca Carabini
Categories: Editoria digitale, Letture | Tags: , , | Leave a comment

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