Lettura digitale: facciamo il punto

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[Illustrazione di Kagan McLeod]

Lettura dagli smartphone: una forte tendenza in crescita

Leggere un libro dallo smartphone? In molti storcerebbero il naso, altri la vedono come un’ottima occasione per proseguire la lettura in mancanza di alternative. Di fatto negli Stati Uniti la lettura da mobile è sempre più diffusa, se ne parla sul Washington Post in The Rise of Phone Reading: «contrariamente alle previsioni iniziali, non è l’e-reader che guiderà il futuro nella vendita dei libri, ma lo smartphone.»

Alcuni dati sulla lettura dell’ultimo Rapporto Nielsen:

  • I Tablet (IPad e Kindle Fire) sono ancora le piattaforme di lettura digitale più popolari.
  • Oggi il 54% delle persone che acquistano un ebook affermano di usare lo smartphone per leggere una parte del libro. Nel 2012 rappresentavano il 24%.
  • Oggi, coloro che leggono primariamente attraverso smartphone rappresentano il 14%, contro il 9% del 2012.
  • Oggi chi legge su Kindle o Nook nel 50% dei casi utilizza anche l’app dello smartphone, contro il 32% del 2012.

 

Il motivo di questa crescita? Molto probabilmente la convenienza: «Il miglior dispositivo di lettura è quello che hai sempre con te.» afferma Willelm Van Lancker, cofondatore di Oyster. Magari non ci portiamo sempre dietro l’e-reader o il libro di carta, ma quasi sicuramente avremo con noi lo smartphone.

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Una tendenza che impone agli editori di ripensare Il modo in cui i libri vengono realizzati, pubblicizzati e venduti. Nessuno si aspetta che il cellulare sostituisca il libro di carta, continua l’articolo del Wall Street Journal, ma per gli editori è necessario lavorare su questa tendenza attraverso strategie mobile friendly, senza nascondere la testa sotto la sabbia. Negli Stati Uniti molti editori permettono la lettura di ebook gratis negli aeroporti e in molti hotel, e nel frattempo sviluppano app complementari e tantissimi nuovi contenuti finalizzati all’engagement.

Il libro del futuro

La tecnologia ucciderà il libro o gli darà una seconda vita? Tra intellettuali fatalisti che non ammettono altri formati rispetto al libro di carta e ottimisti che leggono solo in digitale, Padraig Belton e Matthew Wall dalla BBC provano a fare un punto della situazione in Did technology kill the book or give it new life?

«Le tecnologie e la nascita di una cultura digitale hanno permesso agli scrittori e agli editori un ampissimo ventaglio di possibilità creative per sviluppare “il libro” e offrire molto di più ai lettori. Permettono agli scrittori di pubblicare direttamente, di connettersi intimamente con i propri lettori, e di creare nuovi modi per raccontare storie

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["Carino sì, ma finché ci saranno lettori ci saranno anche pergamene"]

Leggere in digitale cambia il nostro cervello?

Diverse ricerche neuroscientifiche stanno cercando di capire i reali effetti della lettura digitale sul nostro cervello: leggere un libro attraverso un dispositivo tecnologico può influenzare il modo di rielaborare i concetti o avere una risposta diversa dalla nostra memoria? Seconda una ricerca esposta qualche tempo fa sul New York Times in Reading Literature on Screen: A Price for Convenience? i lettori di ebook presentano delle significative difficoltà nel ricostruire l’ordine esatto degli eventi all’interno della storia letta, rispetto a chi legge su carta. Ma, probabilmente si tratta di studi ancora troppo recenti per avere delle risposte chiare.

Altre obiezioni riguardano le continue interruzioni di chi legge su Internet: continuamente sovraesposti dagli stimoli stiamo perdendo la capacità di leggere articoli lunghi e più complessi? Steven Poole rispondeva dal Guardian in The internet isn’t harming our love of ‘deep reading’, it’s cultivating it: la lettura scanner, scriveva Poole, è necessaria su Internet per poter selezionare la grandissima quantità di informazioni presenti, ma il grande successo dei bellissimi reportage online, di articoli che richiedono una certa concentrazione e diversi minuti del proprio tempo smentiscono queste critiche.

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[Book Vortex, schaduwlichtje]

Una vita più immersiva: come cambia la scrittura

Il modo in cui leggiamo, fruiamo contenuti influenza anche come questi contenuti vengono pensati e scritti da chi li produce. Se ne parla questa volta sul Guardian con Paul Mason in Ebooks are changing the way we read, and the way novelists write. I cambiamenti nella «vita di tutti i giorni stanno trasformando il modo in cui reagiamo alle storie: sia per chi le produce che per il pubblico di massa. […] Una volta leggevo romanzi perché le vite raccontate in essi erano più eccitanti, i personaggi più attraenti di ogni altra cosa della realtà intorno a me, che in confronto sembrava così piatta, parrocchiale e chiusa. […] Oggi la vita stessa è diventata più immersiva. Ed è a questo che gli scrittori di oggi devono far fronte.»

18. agosto 2015 by Francesca Carabini
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