Uomo Vs Tecnologia: L’intervista di Kevin Kelly

tech-cartoon-1Parlare del rapporto tra tecnologia e società significa affrontare un tema di grande ampiezza ed estremamente delicato. Kevin Kelly, cofondatore della rivista Wired America e teorico di cultura digitale, è tornato a parlarne esattamente un mese fa sottoponendosi a un’intervista per il sito culturale The Edge.

Kelly affronta diverse problematiche che emergono nel rapporto tra l’uomo e l’utilizzo delle tecnologie.

Ma cosa si intende quando si parla di “tecnologia”?

Spesso si tende ad attribuire questo termine esclusivamente alle tecnologie digitali, per la maggiore familiarità acquisita con le restanti tecnologie.

kelly-kevin-corbis-258La mia definizione di tecnologia – dice Kelly – comprende qualsiasi cosa creata da una mente, perciò ha un vastissimo campo di applicazione, e in questo senso possiamo dire che le prime tecnologie provenivano da animali. La mente collettiva di un formicaio può arrivare a costruire un “grattacielo”. Gli uccelli per esempio intrecciano e tessono, tessono nidi. Mentre i castori costruiscono dighe. Tecnologia è tutto ciò che è stato prodotto dalla nostra mente. Un software ovviamente è una tecnologia, ma lo è anche una strada, o una libreria”.

Kelly parte da una definizione estremamente ampia per arrivare a una visione laica. Si distanzia da teorie tecno-centriche che vedono nello sviluppo delle nuove tecnologie, agli opposti, la soluzione di tutti problemi dell’uomo o il principale dei suoi mali. Il bilancio secondo Kelly, tra quello che si perde nelle adozioni di nuovi strumenti, e quello che si guadagna finisce per essere paritario.

Le tecnologie non plasmano un mondo perfetto, ci dice, al contrario nascono per risolvere dei problemi nati da tecnologie precedenti. Ma creano almeno altrettanti problemi di quanti ne risolvono.

Creano nuove possibilità, ma come saranno sfruttate dipende esclusivamente da chi ne fa uso. Come agli albori della nostra civiltà l’invenzione del martello di pietra poteva essere usata per uccidere qualcuno o per creare nuove strutture allo stesso modo oggi con un computer o con Internet.

The simple answers

[Immagine di xkcd]

 

I prossimi vent’anni, secondo Kelly renderanno pallidi i cambiamenti che stiamo vivendo ora.

Siamo soltanto all’inizio dell’inizio - ci dice – Abbiamo appena iniziato a costruire una società tecnologica”.

Ma per farlo, per capire davvero le nuove tecnologie, e per poterle sfruttare al meglio, continua Kelly, c’è bisogno di consapevolezza, di alfabetizzazione digitale. Che non è qualcosa che si acquisisce per osmosi, nell’aria, così come non si impara a fare i calcoli semplicemente stando vicino a qualcuno in grado di farli, ma studiando a applicandosi.

Quando vengono inventati nuovi strumenti che poi si diffondono nell’utilizzo comune, esiste sempre un fondamentale divario temporale tra l’accettazione della nuova tecnologia e la sua piena comprensione, la sua giusta collocazione nelle possibilità che può offrire.

Ma non è vietandola che possiamo capirne le reali potenzialità:

Le proibizioni sono sempre soltanto rinvii. Non possiamo regolamentare una tecnologia vietandola. Non possiamo gestirla proibendone l’uso o mettendola al bando. L’unico modo è metterci le mani, essere costantemente vigili, lavorarci e utilizzarla. È attraverso l’utilizzo che possiamo realmente capirla e poi disciplinarla”.

È difficile immaginare il futuro, molto spesso si allontana enormemente dalle nostre aspettative. Basti pensare che quando nacque il Web molti grandi studiosi lo interpretarono come una televisione migliore.

Oggi Google permette di rispondere in tempo reale a tutte le nostre domande, e lo fa in modo molto più veloce della mente umana. La nostra memoria, la nostra conoscenza, non sono più così efficienti a fornire risposte in un mondo in cui la velocità è diventata una prerogativa. E allora qual è il valore umano? Che cosa acquisisce valore quando tutte le risposte possono essere fornite dalle macchine?

eyal gever photo

[Eyal Gever crea sculture con una stampante 3D]

 

Kevin Kelly risponde così:

Le macchine forniscono risposte, gli uomini pongono domande.

Nel mondo che Google sta delineando, un mondo di risposte infinite e gratuite, non saranno le risposte ad avere significato e importanza.

Saranno invece le grandi domande a creare valore”.

L’intervista di Kelly dura più di un’ora e affronta tantissime tematiche delicate ed estremamente interessanti, parla di prosumerismo, di tracciabilità di tutte le nostre azioni online e di tanto altro ancora. Fornisce una sua personale visione che merita di essere approfondita per intero e che può generare importanti spunti di riflessione. Qui puoi trovare quasi tutta l’intervista trascritta: The Technium: A Conversation With Kevin Kelly

Mentre questo è il video:

04. marzo 2014 by Francesca Carabini
Categories: Cultura digitale | Tags: , , , | 3 comments

Comments (3)

  1. Complimenti per l’articolo

  2. Pingback: Tecnologie distruttive, tecnologie umane | Francesca Carabini

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